AmoreLa sessualità nei maschi si risveglia nella pubertà in modo impetuoso, come bisogno sessuale. Nella donna si risveglia come un sentimento indefinibile che pervade tutta la personalità e si traduce in un bisogno generale di tenerezza.

La sessualità femminile è più sensibile alle componenti sentimentali del rapporto mentre, quella maschile è più reattiva alle eccitazioni visive o immaginative che precedono l’attività sessuale.

La sessualità maschile è molto più intensa e più legata alla genitalità. Soprattutto da giovani, è come un fiume in piena che, nella sua corsa verso il mare, non conosce ostacoli e tutto travolge ed irrompe impetuoso. Pertanto, purtroppo, a volte il suo uso travalica i margini del buon senso e della razionalità. Poiché la sessualità maschile è più libera, più immediata, più facile ed istintiva, con meno coinvolgimenti sul piano emotivo e sentimentale di quella femminile, nell’uomo l’attenzione e la prudenza nei confronti delle conseguenze degli atti sessuali sono molto ridotte rispetto a quelle prestate dalla donna. In questa, pur essendo la sessualità una realtà sicuramente piacevole e desiderabile si esprime con meno intensità e con maggiore autocontrollo in quanto, l’istinto ancestrale della donna sa che bastano pochi rapporti sessuali per rimanere incinta; come sa, anche, che la maternità significa un impegno fisico, psicologico, educativo che può durare vari decenni.

Le fasi degli atti sessuali sono molto simili nell’uomo, mentre nella donna assumono caratteristiche personali e sono, pertanto, diverse.

Per l’uomo il rapporto sessuale equivale a tutti gli altri rapporti che può avere con i suoi simili, mentre per la donna gli atti sessuali isolati non hanno molto valore e la sessualità rimane strettamente legata all’affettività.

Mentre l’uomo raggiunge quasi sempre l’orgasmo vi sono alcune donne che lo provano raramente e altre che non lo provano mai nonostante la buona volontà, disponibilità e capacità dei loro partner.

Per quanto riguarda la maternità e la paternità, per Mucchielli la maternità ha per la donna una risonanza anzitutto biologica pertanto la curva dell’equilibrio fisico, psichico e ormonale raggiunge il suo apogeo con la maternità, per cui l’armonizzazione tra il sentimento materno e quello sessuale si realizza con più difficoltà. La paternità, invece, ha per l’uomo una risonanza sociale ed affettiva, mentre non ha nessuna risonanza sul suo organismo, e quindi, normalmente, non vi è conflitto tra il sentimento paterno e quello sessuale.

Nella donna, inoltre, la maternità è radicalmente distinta dalla sessualità per cui anche la più ricca esperienza sessuale non può compensare la mancata maternità.

L’attività sessuale della donna è più varia e più discontinua di quella dell’uomo e vi è una diversità ciclica. Aumenta subito dopo le mestruazioni fin verso la metà del mese (fase ovulatoria), per poi diminuire nettamente (fase post ovulatoria). Nell’uomo, non essendovi un ciclo sessuale, il suo desiderio è influenzato più che da fattori ormonali dalle variazioni psicologiche: maggiore quando si sente gratificato dalla compagna, minore quando da questa viene aggredito, irritato o frustrato; maggiore se le sue caratteristiche di personalità lo rendono sereno e rilassato, minore se ansioso o psicologicamente disturbato; maggiore se ben riposato e soddisfatto, minore se stanco o stressato.

Se per entrambi i generi sessuati il desiderio diminuisce con il trascorrere degli anni, per le donne questo calo è più precoce e rapido e può iniziare già nella premenopausa.

Buona parte delle diversità nel modo di vivere la sessualità che abbiamo elencato non sono state provocate o attivate dalle consuetudini o dalle tradizioni, ma sono trasmesse geneticamente. Ciò significa che non sono passibili di censura, né tanto meno di giudizio gli uomini e le donne che vivono la sessualità secondo la loro natura: maschile o femminile.

Le cause della diminuzione della frequenza dei rapporti sessuali.

Negli ultimi decenni, in seguito ai movimenti di “liberazione femminile” le cui idee sono state ampiamente riprese dai mass media, sono stati lanciati vari messaggi riguardanti la modalità con la quale uomini e donne vivono attualmente la sessualità. Uno di questi, partendo da una realtà obiettiva che è quella d’una netta, costante diminuzione del numero dei rapporti sessuali, nonostante che la imperante “liberazione sessuale” avrebbe dovuto portare ad un suo notevole aumento, arriva alla conclusione che ciò è dovuto soltanto alla maggiore intraprendenza femminile nel campo della sessualità, che porta l’uomo a sfuggire ai suoi assalti amorosi.

In verità le cose sono più complesse di quanto sommariamente descritte e proposte dai mas media. Se è vero che il numero dei rapporti sessuali nelle coppie è notevolmente diminuito, le cause di questa diminuzione sono diverse e coinvolgono altri elementi oltre quello d’una maggiore intraprendenza delle donne in questo campo.

Tra questi ricordiamo:

1. La sessualità non è e non può essere distaccata dalla relazione.

Se il rapporto tra uomini e donne è vissuto con serenità, se è ricco di dialogo, ascolto e comprensione reciproca, è facile che questo rapporto d’amore venga completato e arricchito anche dalla sessualità. Al contrario, se la relazione è improntata al sospetto, allo scontro, al diverbio e alle accuse, è difficile poi che dagli uomini e dalle donne questo rapporto conflittuale sia vissuto anche con l’intimità sessuale che, ricordiamolo, è il momento più profondo e intimo di ogni relazione e di ogni comunicazione amorosa.

2. La sessualità è anche dono verso l’altro.

Se uno o entrambi i partner non sono educati e non gustano il piacere del dare con generosità, la sessualità verrà limitata solo ai momenti nei quali si cerca un piacere personale ed individuale, il che spesso non coincide con il desiderio dell’altro.

3. L’uso della sessualità richiede per entrambi uno stato interiore di serenità e distensione.

Nemici della sessualità sono quindi le ansie, gli stress, le preoccupazioni e gli impegni eccessivi. Tutti questi fattori hanno il potere e la capacità di inibirla anche per lunghi periodi.

4. La sessualità, come tutti i piaceri, è molto sensibile alle situazioni di stanchezza e sazietà.

Un uso precoce, facile e incongruo, così come avviene oggi nella nostra civiltà occidentale, comporta sia negli uomini sia nelle donne un precoce calo del desiderio per il sopraggiungere d’uno stato di saturazione e di noia.

5. La sessualità è un momento d’intimità profonda che nasce all’interno d’una coppia.

Se uno o entrambi hanno avuto altre, o peggio molte altre esperienze sessuali, è facile che questo rapporto, fatto di profonda e personale intimità, venga turbato dai ricordi, dai paragoni, dai sensi di colpa e dalle accuse, anche se non chiaramente espresse e manifestate.

6. L’aumento dell’infedeltà.

E’ facile inoltre, che la vita sessuale subisca dei peggioramenti quando uno o entrambi si lasciano andare all’adulterio. Non solo per motivi fisiologici ma anche e soprattutto per cause psicologiche. E’ difficile, in quanto è una contraddizione in termini, darsi completamente a due o più persone.

7. La sessualità è per definizione il rapporto tra due sessi differenti.

Se nel linguaggio, nei comportamenti, negli abiti, come nei ruoli, le differenze diminuiscono e sfumano, è facile che sfumi anche il desiderio, il quale si accende più facilmente quanto meglio viene ad essere vissuto e manifestato il ruolo specifico. Spesso oggi i giornali femminili, come le case e le riviste di moda, propongono alle donne delle lingerie estremamente seducenti che dovrebbero avere l’intento di stimolare o rinfocolare nei loro uomini il desiderio sopito. I risultati sono però transitori e deludenti in quanto, se gli indumenti, i profumi e le atmosfere create ad arte, stimolano i centri del piacere maschile, contemporaneamente gli stessi centri sono inibiti dalle modalità con le quali la stessa donna si presenta nella vita d’ogni giorno: atteggiamento rampante, spavaldo, a volte aggressivo e duro, al quale si collegano indumenti altrettanto poveri di grazia e femminilità.

8. La sessualità ha bisogno di libertà nelle sue espressioni.

Se il controllo delle nascite diventa imperante e ossessivo per cui sono usati uno o più mezzi per limitare le gravidanze, questi stessi mezzi diventano un limite ed un disturbo ad un uso spontaneo e libero della sessualità.

 Emidio Tribulato

 

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